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Tokyo, 15 lug - Migliaia di pescatori giapponesi si sono riuniti oggi a Tokyo per protestare contro l'aumento del prezzo del carburante mentre 200 mila pescherecci sono rimasti ancorati nei porti dell'arcipelago nipponico come segno di adesione allo sciopero di 24 indetto dal settore. Il caro-gasolio ha spinto circa 3.600 pescatori a riunirsi nella capitale giapponese per chiesere al governo un aiuto concreto che possa risollevare l'industria della pesca, gia' duramente provata dai profitti sempre piu' bassi. Tra le richieste avanzate dai manifestanti spiccano i sussidi statali che potrebbero, almeno per un po', supportare la categoria dei pescatori. ''A causa dell'enorme incremento del prezzo del carburante, l'industria della pesca nel nostro Paese rischia l'estinsione'', grida alla folla riunita a Tokyo Tatsuya Hayasaki, pescatore proveniente da Kagoshima. ''Se muore la pesca in Giappone, morira' anche la nostra cultura culinaria tradizionale'', aggiunge Hayasaki. |