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Il Giappone è il Paese che, più di tutti nel mondo, registra casi di suicidio. Nel 2008, e per l’undicesimo anno consecutivo, si sono verificati oltre 30mila gesti estremi. Il governo deve insomma far fronte ad una vera e propria emergenza sociale e tenta di farlo agendo simultaneamente su più fronti, anche su quello scientifico. E proprio dalla ricerca potrebbe arrivare presto una soluzione al diffuso malessere che, a seguito della crisi economica planetaria, rischia di aggravare il bilancio per il 2009. Stando ai risultati ottenuti dalla ricerca condotta da un’equipe di scienziati dell’Università di Oita (Giappone), bere acqua contenente bassi livelli di litio potrebbe contribuire alla drastica riduzione dei tentati suicidi. Il litio, metallo soffice color argento che si ossida rapidamente a contatto con l'aria o l'acqua, era già noto ai medici per via delle sue proprietà curative. I sali di questo elemento, infatti, sono degli “stabilizzatori” e vengono usati nel trattamento di malattie come il disturbo bipolare dell'umore. Il governo giapponese valuta ora la possibilità di arricchire l’acqua potabile distribuita tramite conduttura. Si tratta di una iniziativa fattibile, ma estremamente costosa. “Non sarà semplice e neppure economico - ha spiegato lo psichiatra Allan Young - ma gli eventuali vantaggi per la comunità sarebbero notevoli”. Lo studio, pubblicato sulle pagine del British Journal of Psychiatry, si fonda sul fatto che il numero dei suicidi sia nettamente superiore, e forse non a caso, in tutte quelle aree dove l’acqua potabile contiene alti livelli di litio. |