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Tokyo, 28 lug. - In Giappone impazza un nonno-pornostar. Shigeo Tokudo, agente di viaggio in pensione di 73 anni, si e' inventato un nuovo lavoro sui set a luci rosse e sta spopolando in un Sol Levante dai capelli sempre piu' grigi. "Quando sono andato in pensione mi sono reso conto che non avevo niente da fare - ha raccontato alla Cnn - questa e' la mia seconda vita, non so per quanto tempo la potro' vivere, ma la vivro' fino alla fine". Shigeo ha assicurato che da quando gira i suoi film, ormai piu' di 200, si sente sempre piu' in forma. E intanto e' diventato un vero mito per i cultori nipponici del porno e una macchina da soldi per la sua casa di produzione, la Rudy. "Abbiamo iniziato a produrre film prima con attori trentenni, poi siamo passati ai quarantenni e ai cinquantenni e ora produciamo moltissimi film con attori che hanno dai 60 ai 70 anni", ha spiegato il presidente della Rudy, Ryuichi Kadowaki. "Suppongo che i nostri clienti piu' anziani si sentano piu' a loro agio se i protagonisti dei film hanno la loro stessa eta'", ha osservato. Per Gaichi Kono, regista che ha spesso lavorato con Tokuda, il nonno pornostar "incoraggia gli anziani a pensare che se uno come loro puo' ancora fare quelle cose, allora anche loro le possono fare". Il Giappone ha l'eta' media piu' alta al mondo insieme all'Italia e per questo il mercato del porno per anziani sta diventando un vero fenomeno.
 
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Tv giapponese in 3D PDF Stampa E-mail
domenica 14 ottobre 2007

E con gli odori

Il Giappone investirà cifre dell'ordine di milioni di euro per sviluppare la prima televisione virtuale in 3D, con l'obiettivo di rivoluzionare il modo in cui vengono visti in televisione i film e i principali eventi sportivi. Il governo giapponese si augura inoltre di arrivare entro il 2020 a un sistema in grado di proiettare immagini tridimensionali, che potranno essere accompagnate da odori, presi da un catalogo di migliaia di odori diversi.

Per raggiungere questo scopo, il governo giapponese ha deciso di lavorare in collaborazione con le società di hi— tech del paese, fra cui soprattutto la Sony e la Matsushita (meglio conosciuta dalle nostre parti come Panasonic), e con l'aiuto delle migliori menti del mondo industriale e accademico. Presto, sostengono, non saremo più semplici telespettatori, ma stando davanti al televisore ci sembrerà di partecipare davvero all'evento che stiamo seguendo. Come dice Yoshiaki Takeuchi, direttore del settore ricerca e sviluppo al ministero delle comunicazioni: “Vi immaginate di accendere la televisione per guardare la finale dei mondiali di calcio come se foste veramente lì ?”.

Per la televisione in 3D si sono già compiuti notevoli progressi, memtre per quanto riguarda gli odori il progetto è ancora molto indefinito. Dopo l'olfatto, poi, la frontiera successiva della televisione giapponese sarà il tatto: permettere agli spettatori di “toccare”, sia pure virtualmente, quello che vedono sullo schermo. Ma per questo è ancora decisamente presto. La notizia viene riportata dal quotidiano britannico “The Guardian”. Questa notizia è stata diffusa dall'agenzia “ZadiG”.

 
Akihabara.... la citta' dell'informatica e tecnologia PDF Stampa E-mail
martedì 09 ottobre 2007

"Alla fine della seconda guerra mondiale l'esercito giapponese aveva un'eccedenza di apparecchiature di ogni tipo da smaltire. Gli studenti squattrinati ma volenterosi li acquistavano per quattro soldi, ne facevano radio e elettrodomestici vari e li rivendevano per strada. Il luogo in cui questo succedeva era Akihabara, quartiere abbastanza centrale di quell'enorme agglomerato urbano che è Tokyo. Negli anni questo quartiere è diventato sinonimo di elettronica e si è riempito di negozi di ogni genere. Tutto quello che per funzionare ha bisogno di elettricità lì viene venduto, scambiato, esposto...".

Al momento di partire non mi sono preoccupato di procurarmi un guida del Giappone, ma se l'avessi avuta probabilmente ci avrei trovato scritto qualcosa del genere. Akihabara è questo, e un giovane appassionato di videogiochi italiano può trovarci spunti di interesse notevoli.

 Appena usciti dalla stazione della metropolitana, è il caos sensoriale ad accogliere l'impreparato straniero. Miliardi di insegne ipercolorate, strilloni che invitano a entrare nei negozi urlando come dei dannati in megafoni di plastica, migliaia di schermi che trasmettono di tutto, migliaia di stereo che sparano a volume micidiale mille musiche diverse, dal J-Pop più becero fino ai Rage Against The Machine.

Come ogni quartiere giapponese, Akihabara ha il suo punto focale intorno alla stazione ferroviaria. Da lì partono le vie più ricche di negozi e attrattive. Attrattive che vanno diradandosi man mano che ci si allontana da essa. Qui, però, per un'area più vasta che altrove, tutto è negozio. Si può camminare per una decina di minuti buoni in ogni direzione e non vedere altro. Tutto è negozio: dal mega palazzo di 10 piani di qualche grossa catena, fino a spazi grandi come una cabina del telefono.

Nelle viuzze secondarie si possono trovare locali che, strappati alla loro natura di semplici garage, sono diventati negozi di macchine fotografiche usate. Ma è negli immediati pressi della stazione che si può trovare il luogo più incredibile: un mercatino strettissimo, con vie larghe trenta centimetri e bancarelle minuscole su tutti e due i lati che vendono componenti elettronici di ogni tipo, ogni bancarella specializzata in un particolare componente. Non ho capito molto a cosa servissero i vari pezzi che ho visto, ma ho chiaramente riconosciuto un negozio di fusibili di tutti i colori immaginabili e uno di lampadine d'epoca. A chi possano interessare bancarelle simili per me rimane un mistero, ma se esistono c'è sicuramente un motivo...

Per la serie tutto fa negozio, devo segnalare un indiano che, steso un lenzuolo tra due macchine parcheggiate, ne ha fatto il suo negozio di obiettivi per macchine fotografiche. Iniziativa di grande successo, a giudicare dalla quantità di persone interessate che si affollava intorno al... ehm... parcheggio.

Ma Akihabara è anche un posto per turisti. Lo si deduce dal fatto che tutti i negozi più importanti hanno la loro sezione duty-free, in cui fare acquisti esentasse, e dal buon numero di volti occidentali che si incrociano per strada.

Per fare acquisti di videogiochi, Akihabara offre diverse possibilità. Se si è interessati solo a giochi nuovi, però, si sprecano le reali potenzialità nascoste del luogo. Il prezzo dei giochi nuovi si aggira intorno ai 6000/7000 yen (che tradotti in italiano diventano 50/55 euro, non un prezzo particolarmente economico), ma soprattutto sono giochi che si possono trovare un pò in tutto il Giappone senza particolari sforzi....

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Soggiorni mare -Okinawa PDF Stampa E-mail
martedì 09 ottobre 2007

Okinawa

L’arcipelago più meridionale del Giappone (isole Ryukyu) costituisce la prefettura di Okinawa (fondata nel 1879) ed è composto da 159 isole di cui 37 sono disabitate. Gli abitanti originano dalla fusione di numerose etnie del sud est asiatico e le isole, un tempo regno indipendente, sono state sotto l’influenza dell’impero cinese a partire dal XV secolo. La cultura di Okinawa si distingue pertanto da quella delle isole maggiori del Giappone con peculiarità locali quali la lingua, l’architettura, i tessuti, i costumi, l’artigianato... Ad Okinawa, l’isola più grande e popolata dell’arcipelago sono visitabili giardini botanici, parchi marini, monumenti e siti storici legati anche alla seconda guerra mondiale e laboratori di artigianato di tessuti, lacche, ceramiche e vetro. Il clima dolce, la bellezza di spiagge, fondali e barriera corallina, i numerosi campi da golf, la ricchezza culturale, l’ottima cucina, fanno di Okinawa una delle mete preferite per le vacanze dei giapponesi. Nei periodi di alta stagione i voli per l’arcipelago e gli alberghi sono spesso sovraffollati. Clima: subtropicale con temperatura media annuale di 22 gradi circa (a gennaio temperatura media di 16 gradi, 28 gradi a luglio ed agosto), i mesi più piovosi sono maggio, giugno ed agosto. Sul finire dell’estate i tifoni possono interessare l’arcipelago.

 

 

 
Robot e tecnologia - Asimo atto II PDF Stampa E-mail
giovedì 04 ottobre 2007

Asimo alla riscossa: il famoso robot della Honda continua a crescere e dopo la figuraccia rimediata lo scorso anno (si schiantò in mondo visione e il suo video fu uno dei più cliccati del pianeta) ora è stato ulteriormente migliorato, per essere sempre di più simile ad un uomo. Il suo debutto in società è avvenuto durante la "II Jornades de Robòtica" presso il "Barcelona Biomedical Research Park", in collaborazione con il Barcelona City Council. E le novità sono davvero tante, soprattutto rispetto al suo avo.

Asimo ora è infatti in grado di interagire con le persone riconoscendole, di salutare i passanti, di camminare mano nella mano e di muoversi in sincronia con le persone. Una cosa che detta così sembra semplice ma in realtà complicatissima perché Asimo per fare queste cose deve riuscire a calcolare istante per istante la distanza fra lui e le persone in modo tale da non creare mai incidenti.


Ovviamente per muoversi in sintonia con le persone che le circondano anche le sue capacità "muscolari" (diciamo così...) sono state migliorate: ora Asimo può camminare fino alla velocità massima di 6km/h, può fare qualsiasi manovra tipo girarsi all'improvviso o fare slalom. Il tutto anche con un vassoio in mano o mentre spinge un carrello, una bella idea per renderlo - teoricamente - utile.

Il teoricamente è d'obbligo perché Asimo (a proposito significa Advanced Step in Innovative MObility) è costato fino a oggi più di 2 miliardi di dollari e ancora non si sa nulla sulla sua possibile commercializzazione.

In compenso alla Honda hanno anche pensato all'estetica: ora Asimo è un po' più bellino e tondeggiante perché punta proprio al contatto con l'uomo. "La generazione precedente di Asimo - ci ha spiegato William De Braekeleer, Corporate PR Manager di Honda Motor Europe - ha affascinato le persone grazie alla fluidità dei suoi movimenti. Il nuovo Asimo riesce ad aumentare questa mobilità ed interagire maggiormente con le persone e in questo modo Honda riesce a fare un ulteriore passo in avanti verso il proprio obiettivo di sviluppare un robot che possa essere d'aiuto alle persone."

La notizia è anche un'altra: per la prima volta Asimo è uscito al di fuori del Giappone, debuttando in Europa. Motivo? L'Europa stessa, grazie all'Istituto di Ricerca Europeo di Honda (in collaborazione con 17 università europee e centri di ricerca impegnati nello sviluppo di sistemi di intelligenza e intelligenza cognitiva) sta dando un importante contributo allo sviluppo delle future generazioni di Asimo.

Il progetto insomma, si allarga sempre più, ma la Honda, con tutta la discrezione di cui sono capaci i giapponesi, continua a mantenere il più totale riserbo su cosa succederà, dal punto di vista commerciale, ad Asimo.

 
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