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TOKYO, 4 SET - Con l'entrata del Giappone nella fase epidemica di influenza A, annunciata il mese scorso dal ministro della Sanita' Yoichi Masuzoe, e' di nuovo boom per le vendite di mascherine mediche, e i produttori si apprestano a raddoppiare le forniture e immettere sul mercato nuovi modelli, anche hi-tech. Secondo le stime dell'associazione nazionale dell'industria igienica, 44 tra i maggiori produttori di articoli sanitari prevedono di raddoppiare nel 2009 il numero di mascherine immesse sul mercato rispetto all'anno fiscale precedente, con un totale di 3,6 miliardi di unita'. Mentre sale l'allerta in tutto il Paese per il propagarsi del virus, con i giapponesi che hanno ripreso ad acquistare in massa le mascherine dopo che negli ultimi mesi l'allarme sembrava rientrato, le aziende specializzate si preparano ad affrontare la stagione autunnale con una serie di nuovi prodotti. Tra queste spicca il gruppo 'Earth Chemical', che martedi' prossimo immettera' sul mercato una speciale mascherina, battezzata 'Virus Guard Vira Mask', che presenta una inedita forma a becco d'uccello e si indossa senza essere ancorata alle orecchie, caratteristica che, secondo il produttore, permette di aderire perfettamente al viso abbassando il rischio di infezioni. Con oltre 12.000 casi di influenza registrati al 30 agosto, il Giappone e' ufficialmente nella fase epidemica della malattia: la media dei malati curati negli ospedali nazionali e' adesso di 2,52 per struttura, ben oltre la quota di 1 a 1 che e' considerata sinonimo di epidemia.
 
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Un blog di tutte le sezioni senza immaggini
Giappone, internet cafe' offre alloggio e indirizzo ai senzatetto PDF Stampa E-mail
mercoledì 31 dicembre 2008

In un paese in cui avere un indirizzo è di vitale importanza per trovare lavoro, un internet café nei pressi di Tokyo offre a disoccupati e senzatetto molto più di un indirizzo virtuale di posta elettronica.

Oltre ai tradizionali servizi internet, ai fumetti e alle bevande, offerti dalla maggior parte degli internet café giapponesi, Cyber@Cafe fornisce un alloggio e un indirizzo ufficiale ai suoi residenti di lungo periodo.

Questo semplice servizio è fondamentale per i 50 residenti semi-permanenti del café, molti dei quali vi hanno trovato rifugio dopo essere stati improvvisamente licenziati a causa della recessione economica.

Takemitsu Karitachi, che lavora a tempo determinato in una fabbrica della zona, è uno dei tanti che hanno dormito al café ogni notte negli ultimi due mesi, dopo aver perso il suo lavoro in ufficio e il suo appartamento.

Karitachi, che era finito a vagare per le strade passando per mesi da un internet café a un altro, dice di sentirsi sollevato per aver trovato una sistemazione più stabile, anche se si tratta di uno stanzino poco più grande dell'abitacolo posteriore di una macchina.

"Prima di venire qui, stavo seduto davanti ai supermercati e mangiavo palline di riso durante il giorno. Ma quando non avevo più soldi né lavoro, ero costretto a passare la notte sulle panchine di qualche parco", ha detto a Reuters.

Come Karitachi, molti degli avventori degli internet café sono disoccupati o senzatetto in cerca di rifugio, ma a differenza dei residenti del Cyber @ Cafe, non possono chiamare "casa" questi luoghi.

"Prima le agenzie per le risorse umane facevano dei contratti di lavoro alle persone che come me non avevano un indirizzo ufficiale, ma adesso le cose sono cambiate", ha detto Karitachi. "Adesso c'è bisogno di un indirizzo ufficiale e di un garante".

Cyber @ Cafe fornisce forno a microonde e docce ai suoi clienti, che pagano circa 20 dollari al giorno, molto meno rispetto alle tariffe degli alberghi.

 
A Tokyo si frantumano stoviglie per combattere lo stress PDF Stampa E-mail
mercoledì 24 dicembre 2008

Un rimedio antistress per chi si sente oppresso dalla crisi economica? Lanciare piatti contro un muro.

E' la "terapia" proposta da un imprenditore giapponese, che offre a coloro che si sentono provati dalla crisi finanziaria la possibilità di mandare in pezzi delle stoviglie, cocci che poi però devono pagare.

Nell'animato quartiere dello shopping elettronico di Tokyo, un gruppo di chiropratici, con a capo Katsuya Hara, offre questo servizio in un camion chiamato "Il luogo dello sfogo".

Il costo dipende da quante cose vuoi distruggere -- le costano 200 yen (circa 1,5 euro), mentre i piatti vanno sui 1.000 yen (circa 8 euro).

"Rompere qualcosa, come tutti sappiamo, dà una sensazione di liberazione, e aiuta a sfogare la rabbia repressa", ha detto Hara, aggiungendo che la maggior parte dei suoi clienti sono professionisti che soffrono di stress a causa del lavoro e della crisi.

"La nostra speranza è di dare un nuovo modo a uomini e donne per sfogarsi".

I clienti, dopo aver indossato un equipaggiamento protettivo, scelgono le stoviglie e le scagliano contro delle lastre di cemento erette all'interno del camion.

"La vita è complicata, e attualmente ci sono talmente tante cose di cui preoccuparsi che questa terapia dà sollievo. Sento che domani potrò ricominciare di nuovo", ha detto Masaki Ogawara, un commerciante di 35 anni che ha appena lanciato delle stoviglie, insieme a una serie di imprecazioni..

Shigeo Sasaki, consulente in tecnologie internet, ha detto che questo servizio è un ottimo antidoto alle tensioni provocate dal lavoro.

"C'è la recessione ovunque. Tutti ne parlano. Mi sentivo pieno di stress accumulato, e stavo cercando un modo per liberarmene quando ho avuto la fortuna di imbattermi in questo posto", ha detto a Reuters.

E a coloro che si preoccupano di produre troppi rifiuti frantumando le stoviglie, Hara dice di non stressarsi: tutti i cocci vengono riciclati per fare piatti e tazze destinati ad altre terapie anti-stress.

 
Giappone, ecco il bar per cuccioli PDF Stampa E-mail
mercoledì 17 dicembre 2008


Furoreggiano nel Paese del Sol Levante i locali dedicati a cani e gatti, dove cinofili e gattofili pagano per prendersi cura di un cucciolo.

 
Giappone, i bancomat bloccano i cellulari PDF Stampa E-mail
lunedì 15 dicembre 2008

 TOKYO, 15 DIC - Roma - Nel paese dove non bastano le tecnologie biometriche applicate alla circolazione sanguigna per impedire le truffe a mezzo sportelli bancari, gli istituti di credito corrono ai ripari testando l'installazione di un jammer .

L'idea delle banche è di interferire con le chiamate, impedendo qualsiasi comunicazione mobile attorno al bancomat, comunicazione che in certi casi ha consentito furti ai danni soprattutto degli utenti più anziani. Raggiri che spesso e volentieri sono fondati sulla buona fede della vittima, indotta via cellulare a prelevare denaro, e a ricevere istruzioni proprio quando si trova dinanzi allo sportello.

In ottobre le forze dell'ordine hanno promesso di usare il pugno duro con questo tipo di raggiri perché il sistema ha avuto sin troppo successo , ed è per questo che Chiba Bank ha installato un dispositivo di jamming su 4 ATM dell'area metropolitana.

Il dispositivo, montato sulla parte superiore dello sportello, blocca le onde elettromagnetiche delle comunicazioni cellulari entro un raggio di 1-2 metri, garantendo in teoria che ad essere interessato dal suo effetto sia solo chi si trova all'ATM.

Dopo questo primo test iniziale, China Bank pianifica di installare i jammer su tutti i suoi ATM, aprendo la strada a una diffusione estesa del sistema anche nell'ambito delle altre attività finanziarie del paese. Al momento, in Giappone i jammer vengono utilizzati soprattutto nelle strutture in cui si tengono concerti e nelle strutture mediche

 
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