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TOKYO, 6 NOV - Toyota dimezza l'utile netto consolidato del 1/o semestre 2008 a 493,4 mld di yen,con un crollo del 47,6% rispetto allo stesso periodo 2007. I ricavi, si legge in una nota, scivolano del 6,3%, a 12.190 miliardi di yen. Toyota Motor taglia drasticamente le stime reddituali dell'esercizio 2008-09 a causa delle peggiori condizioni del mercato dell'auto annunciando le peggiori previsioni da 18 anni.Gli utili scendono del 56%, a 550 mld di yen, dai precedenti 1.250 mld, ipotizzati lo scorso 7 agosto.
 
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Akihabara.... la citta' dell'informatica e tecnologia PDF Stampa E-mail
martedì 09 ottobre 2007

giappone tokyo akihabara"Alla fine della seconda guerra mondiale l'esercito giapponese aveva un'eccedenza di apparecchiature di ogni tipo da smaltire. Gli studenti squattrinati ma volenterosi li acquistavano per quattro soldi, ne facevano radio e elettrodomestici vari e li rivendevano per strada. Il luogo in cui questo succedeva era Akihabara, quartiere abbastanza centrale di quell'enorme agglomerato urbano che è Tokyo. Negli anni questo quartiere è diventato sinonimo di elettronica e si è riempito di negozi di ogni genere. Tutto quello che per funzionare ha bisogno di elettricità lì viene venduto, scambiato, esposto...".

Al momento di partire non mi sono preoccupato di procurarmi un guida del Giappone, ma se l'avessi avuta probabilmente ci avrei trovato scritto qualcosa del genere. Akihabara è questo, e un giovane appassionato di videogiochi italiano può trovarci spunti di interesse notevoli.

 Appena usciti dalla stazione della metropolitana, è il caos sensoriale ad accogliere l'impreparato straniero. Miliardi di insegne ipercolorate, strilloni che invitano a entrare nei negozi urlando come dei dannati in megafoni di plastica, migliaia di schermi che trasmettono di tutto, migliaia di stereo che sparano a volume micidiale mille musiche diverse, dal J-Pop più becero fino ai Rage Against The Machine.

Come ogni quartiere giapponese, Akihabara ha il suo punto focale intorno alla stazione ferroviaria. Da lì partono le vie più ricche di negozi e attrattive. Attrattive che vanno diradandosi man mano che ci si allontana da essa. Qui, però, per un'area più vasta che altrove, tutto è negozio. Si può camminare per una decina di minuti buoni in ogni direzione e non vedere altro. Tutto è negozio: dal mega palazzo di 10 piani di qualche grossa catena, fino a spazi grandi come una cabina del telefono.

Nelle viuzze secondarie si possono trovare locali che, strappati alla loro natura di semplici garage, sono diventati negozi di macchine fotografiche usate. Ma è negli immediati pressi della stazione che si può trovare il luogo più incredibile: un mercatino strettissimo, con vie larghe trenta centimetri e bancarelle minuscole su tutti e due i lati che vendono componenti elettronici di ogni tipo, ogni bancarella specializzata in un particolare componente. Non ho capito molto a cosa servissero i vari pezzi che ho visto, ma ho chiaramente riconosciuto un negozio di fusibili di tutti i colori immaginabili e uno di lampadine d'epoca. A chi possano interessare bancarelle simili per me rimane un mistero, ma se esistono c'è sicuramente un motivo...

Per la serie tutto fa negozio, devo segnalare un indiano che, steso un lenzuolo tra due macchine parcheggiate, ne ha fatto il suo negozio di obiettivi per macchine fotografiche. Iniziativa di grande successo, a giudicare dalla quantità di persone interessate che si affollava intorno al... ehm... parcheggio.

Ma Akihabara è anche un posto per turisti. Lo si deduce dal fatto che tutti i negozi più importanti hanno la loro sezione duty-free, in cui fare acquisti esentasse, e dal buon numero di volti occidentali che si incrociano per strada.

Per fare acquisti di videogiochi, Akihabara offre diverse possibilità. Se si è interessati solo a giochi nuovi, però, si sprecano le reali potenzialità nascoste del luogo. Il prezzo dei giochi nuovi si aggira intorno ai 6000/7000 yen (che tradotti in italiano diventano 50/55 euro, non un prezzo particolarmente economico), ma soprattutto sono giochi che si possono trovare un pò in tutto il Giappone senza particolari sforzi....

A carpire il mio interesse sono state soprattutto le vetrine dei giochi usati. Al di là dei prezzi più economici (si va dagli 800 yen / 5 euro per Zelda: The Wind Waker fino ai 5800 yen / 45 euro per Winning Eleven 6 per GameCube), il fatto interessante è che si può trovare praticamente tutto. Le console del passato hanno largo spazio e si possono trovare facilmente in vendita (qualche prezzo: Super Famicom e Nintendo 64 = 2000 yen / 16 euro. Game Boy Pocket = 980 yen / 8 euro), mentre il numero dei giochi disponibili è praticamente illimitato (qui si va dai 100 yen, meno di un euro, fino ai 2000 yen).

Stupisce il larghissimo spazio ancora occupato dalle console Sega, che probabilmente hanno ancora un largo mercato a giudicare dallo spazio espositivo loro dedicato. Saturn e Dreamcast occupano un buon terzo dei negozi dell'usato, con un altro terzo dedicato a Sony e il resto diviso tra tutti gli altri.

Stupisce al contrario la povertà dell'offerta GameCube. Sia per quanto riguarda i giochi nuovi che per quelli usati c'è davvero poco da vedere, lo spazio espositivo è molto ridotto e pure le pubblicità che tappezzano i negozi appaiono in numero ridotto e molto poco aggressive. Nascono spontanei dei dubbi nei confronti delle intenzioni di Nintendo in quello che pensavo fosse il suo mercato più affezionato e, pensiero ancora più inquietante, i dubbi nascono anche sulle reali possibilità di investimento della casa di Mario. Al confronto sembra che Xbox 'ci creda di più'. Nonostante dati di vendita scoraggianti, Microsoft non molla, occupa spazi e investe, e in definitiva riesce a offrire un'immagine più aggressiva ma soprattutto più vincente. Mi sembra giusto sottolineare, ad ogni modo, che queste mie impressioni nascono da un'osservazione assolutamente empirica, e che non mi baso su nessun dato reale. Riporto solo quello che vedo e quello che ho pensato vedendolo.

Una cosa che mi ha decisamente stupito è la quantita' di materiale erotico/pornografico che c'è in giro. In linea generale in un grande negozio gli spazi sono divisi così: al piano terra PlayStation2, al secondo GameCube e Xbox, al terzo giochi usati, al quarto e quinto materiale erotico di ogni genere per PlayStation e PC. Si tratta perlopiù di giochi d'appuntamento di vario grado di erotismo, a cui se ne aggiungono altri di cui, sinceramente, non ho capito il funzionamento, ma che sembrano banali scuse per vedere ragazze stile anime in varie situazioni piccanti. Interessante? Per quanto mi riguarda meno di zero, ma probabilmente agli autoctoni questo genere di prodotto piace parecchio.

In realtà la diffusione della pornografia in tutte le sue forme in Giappone è più avanzata e visibile rispetto all'Italia. Rimane la mia impressione che qua, come ovunque, la pornografia sia un fenomeno triste.

Ritornando a parlare di giochi, il mio personale premio di 'miglior posto di Akihabara' va a un negozietto piccolo e poco appariscente (il nome? Boh... maledetti kanji...). Dal di fuori si presenta come una normale rivendita di materiale usato, ma una volta al suo interno si presenta come il museo della storia del videogioco moderno. Oltre a offrire praticamente qualsiasi console uscita sul mercato, propone anche tutte le periferiche e una quantità di giochi rari devastante. In realtà, più che un museo, sembra il magazzino di un museo. Tutto ammassato disordinatamente, buttato lì quasi a caso senza lo straccio di una confezione, con solo il cartellino del prezzo a indicare che l'oggetto è in vendita.

Questo crea qualche problema a chi non è particolarmente esperto. Io stesso non ho capito molte volte che cosa stessi guardando, che tipo di periferica per quale console, ma l'ambiente losco e un po' sporco e un'atmosfera da luogo prezioso per veri esperti hanno fatto sì che ci trascorressi intere ore. L'incompletezza di questo reportage è in larga parte causata dalla mia passione per quel posticino.

Come ultima cosa devo fare un dovuto e sentito omaggio alle poltrone automassaggiantidi Akihabara. Nei grandi magazzini si possono provare liberamente, per cui ho deciso di fare anche questa esperienza. Mi sono avvicinato alla cosa con la convinzione che al massimo la poltrona si sarebbe messa a vibrare, per cui è stato con un certo scetticismo che mi sono seduto comodo, ho appoggiato la testa e azionato i comandi. Ho iniziato a stupirmi quando sulla schiena ho sentito qualcosa muoversi e toccarmi la colonna vertebrale, ma è stato incredibile quando il massaggio vero e proprio è cominciato. Avete presente un massaggio fatto da una persona in carne ed ossa? Beh, uguale. Stessa sensazione delle dita sul proprio corpo, stesso tipo di pressione, tutto uguale dall'inizio alla fine. Solo che, invece di essere fatto da una persona alle nostre spalle, è fatto dallo schienale di una poltrona. Indescrivibile.

Akihabara ai miei occhi è stata più o meno questo. Come tutto in Giappone, questo luogo meriterebbe una trattazione approfondita di tutti gli spunti che offre, per cui questo scritto risulta largamentre incompleto. Inutile dire che una visita è consigliata a chiunque. Certo, è dall' altro capo del mondo, ma è anche vero che se fosse, non so, vicino a Lecco, non sarebbe così affascinante. Quindi, a tutti quelli che dovessero avere la mia stessa fortuna di poter passare del tempo in Giappone, non posso che dare un solo consiglio. Andateci...

 
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