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Tokyo, 25 novembre - Decisa sterzata, da parte dei consumi del tecnologicissimo Giappone, che si orientano verso apparati di piccola dimensioni, snobbando il pc classico. Una moda o il segno dei tempi?
Da un po' di tempo alcuni analisti vanno affermando che il futuro è degli apparati ibridi, frutto della convergenza in un unico dispositivo di computer, palmari, cellulari e chi più ne ha, più ne metta.
Queste teorie, finora sposate solo da alcuni addetti ai lavori e dai produttori, bisognosi come sempre di novità da introdurre sul mercato, si stanno traducendo in pratica osservando il trend dei prodotti che gli abitanti del Sol Levante desiderano di più. Si scopre così che in cima alla lista dei desideri degli studenti dei college nipponici non c'è l'ultimo modello di notebook o di gaming-pc, ma delle cuffie Bluetooth per il proprio palmare, una console portatile in grado di effettuare chiamate telefoniche e connettersi ad internet, registratori digitali per audio e video dotati di incredibili capacità di memoria, nuovi cellulari dalle mille funzionalità o tv LCD/plasma in alta definizione e dimensioni pari a quelle dello schermo di un cinema di seconda categoria. E il computer? Non è più così importante, forse anche perchè ormai è diventato un oggetto decisamente diffuso ed è raro trovare una persona al di sotto dei 40 anni che non lo possieda, almeno nella società giapponese. Ecco così che, per il quinto trimestre consecutivo, le vendite sono in calo, del 4.8% per le macchine desk e del 3.1% per i notebook; a salvare il mercato del vecchio PC, restano le zone in forte sviluppo informatico, ma nei paesi cosiddetti avanzati, il trend sta mutando.
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