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Una storia di orrore e di quotidiani abusi sta sconvolgendo la tranquilla Prefettura di Fukuoka, in Giappone. Una donna di 34 anni, Junko Egashira, è accusata di aver soffocato a morte la figlioletta Mone di cinque anni. Secondo una fonte di polizia, agli attoniti agenti - riporta l'agenzia di stampa Kyodo - la donna, arrestata dopo la morte della figlioletta, avrebbe raccontato di avere l'abitudine di chiudere la bimba in lavatrice e di attivare l'elettrodomestico per punizione. I fatti sono accaduti nella città di Kurume. Mone è stata trovata esanime il 27 giugno scorso, la madre è stata arrestata tre giorni dopo. Egashira, secondo la fonte, avrebbe raccontato i raccapriccianti "metodi educativi" applicati alla figlia: le legava mani e gambe, le imbavagliava la bocca, la lasciava nella lavatrice accesa per ore, bloccando lo sportello in modo che non potesse scappare. A giugno la bambina sarebbe stata messa nell'elettrodomestico per tre volte, ogni volta per due o tre ore. Non è chiaro se in tutti i casi la donna avrebbe attivato o meno l'elettrodomestico. La polizia sospetta che proprio quest'escalation di violenze abbia portato alla morte della bambina.

 
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Primo Intestino Creato Da Cellule Staminali. Ci Riescono i Giapponesi Con Un Test Sui Topi PDF Stampa E-mail
venerdì 12 marzo 2010
Intestino costruito in laboratorio. Ci sono riusciti ricercatori giapponesi, in un esperimento sui topi, partendo da cellule simil-staminali embrionali (Ips), in grado di differenziarsi in vari tipi di cellule. In precedenza erano state create sezioni di tessuto intestinale, ma questa sembra essere la prima volta in cui il risultato ottenuto ha la forma tubolare tipica dell'intestino.

L'equipe della Nara Medical University, coordinata da Yoshiyuki Nakajima, ha messo in coltura le staminali pluripotenti indotte prima per sei giorni e poi per altri sette: le cellule hanno cominciato a svilupparsi in forma cilindrica. Dopo due settimane il tessuto si era trasformato in un 'tubo' con la stessa conformazione dell'intestino, con una membrana e uno strato muscolare. Non solo. Lungo 5 millimetri, 2 millimetri di diametro, 'esibiva' i caratteristici movimenti peristaltici e cercava di sbarazzarsi del materiale di scarto. Gli scienziati non sono però riusciti a capire se si trattava di intestino tenue o crasso.

"L'obiettivo è vedere come questa tecnologia possa essere applicata agli esseri umani - afferma Nakajima - Si potrà anche fare luce sui meccanismi che portano l'intestino a soccombere alle malattie". La speranza è riuscire ad applicare questi risultati alla medicina rigenerativa e ai trapianti d'organo per evitare reazioni avverse come il rigetto. L'equipe illustrerà il proprio lavoro al congresso della Società giapponese per la medicina rigenerativa, in programma a Hiroshima il 18 e il 19 marzo.

 
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